La Ripubblica.com è un non-quotidiano che parla di un mondo parallelo al nostro dove avvengono gli stessi eventi ma le notizie hanno una variante diversa secondo un criterio: gli esiti degli eventi causati dall’uomo vengono riscritti al contrario.
Solo quelli causati dall’uomo, si, mentre gli stessi disastri naturali, le stesse malattie, gli stessi imprevisti che non dipendono da noi avvengono anche qui. Terremoti, cancro. E meteoriti, su.
Il tutto parte da una citazione che lessi: “di ogni problema, di qualsiasi problema, tu sei la causa. Anche con il tuo non far niente”. Quest’ultimo caso lo stiamo vivendo. Cosa accadrebbe con una reazione diversa?
Alcuni esempi:
2009, Politica:
In un comizio a Scorzè Bossi dichiara: “Non capisco perché un pacco di garze in una regione costa una somma e in un’altra tre volte di più, è chiaro che qualcuno si mette i soldi in tasca. Chi paga?”, si è chiesto Bossi. “Pagano gli imbecilli sopra il Po. Ma ora i popoli della Lombardia e del Veneto si sono svegliati”. Esaltare la massa. Il giorno dopo vengono insultati e picchiati a morte degli operai del sud. L’Italia si ferma e capisce che sta per incanalarsi verso l’ennesima pazzia storica. Nessuno andrà più a sentire certe cose.
2008, Cronaca locale:
Bologna. Uno stupro in Piazza Maggiore in pieno centro e alla luce del sole è stato evitato: i testimoni non sono rimasti indifferenti ma hanno reagito fermando il molestatore.
1980, Musica
Il 20 ottobre del 1980 a New York un tizio si avvicina a John Lennon con una pistola. Nel momento in cui sta per sparare Sarah Mc Gregor è appena uscita dal tabaccaio di corsa per andare a riprendere il figlio. Il proiettile colpisce il bersaglio sbagliato. L’attentatore si spara. John Lennon continuerà a festeggiare i suoi compleanni ma si ritira dalle scene. Scriverà una canzone nel 1989 “This word for this world, this heart for this earth” che diventerà un inno per Green Peace. Non ci sarà nessun anniversario alla memoria Sarah Mc Gregor negli anni a venire.
Ian Curtis è vivo. Kurt Cobain è vivo. Bob Marley è morto comunque di cancro. Freddie Mercury è morto di AIDS. Jim Morrison è comunque dato per morto. Elvis resta un marziano.
Ci sono cose che sarebbe bello ripubblicare. Riscrivere. Ma non si può. Si può far riflettere sull’evitabilità, compito degli scrittori e non scrittori che partecipano a questo non-quotidiano.
Ci sono cose però che possono ancora essere scritte in modo diverso. Dalla mano dell’uomo.
Kain Malcovich
il non-redattore

Massimilano Chiamenti e il suo show, presentazione del XI Sampietrino, Paperback Writer e della nostra casa editrice copyleft e a lucro zero.
2.90 per 150 pagine di poesia (ma da antologia, gente), teatro, prosa, tutto in salsa pop. Recitati da un grande performer, uno spettacolo da non perdere, un evento storico.
A Bologna, Colazione da Tiffany, via Isaia 40, ore 18, sabato 23 maggio 2009
Fidatevi, ragazzi, che viene bene, portate gente che ci divertiamo e ci conosciamo – saranno presenti molti autori Gattogrigio!
La Piramide è il primo volume edito dall’Associazione Culturale mantovana che risponde al nome di Gattogrigio Editore, pubblicato, come tutti i testi editi e promossi dalla rampante iniziativa lombarda, con licenza copyleft e senza scopo di lucro. È l’interessante punto di vista di un letterato italiano che attraverso cinque racconti minimi propone cinque esempi di visione del mondo e dei rapporti umani in esso vissuti e possibili. Il taglio generale dei racconti, e dunque dell’intera raccolta, è retorico - nel senso filosofico più concreto - e se da un lato invita ad una riflessione circa ideali e modi di fare della società come del singolo (spiattellandone difetti, non minimizzandone i conflitti, concentrandone le ottiche) dall’altro pone di fronte ad una letteratura agile, secca, sbrigativa, concisa e pregnante, in cui un narratore alle volte sentimentale, alle volte platealmente idealista, ferreo e riflessivo, si getta in pasto alle lettere con dosato impegno.
Ne Lo Studente, l’impianto narrativo corrisponde ad un assetto dialogico del tutto peculiare. Qui troviamo infatti due persone coinvolte in una speculazione filosofica di un certo interesse. Il tema di fondo è relativo alla ragione per cui si reagisce in un certo modo di fronte agli stimoli; l’Autore sostiene - costruendo una impalcatura nient’affatto male - il ragionamento per il quale è possibile osservare atteggiamenti egoistici anche dietro alle iniziative all’apparenza più nobili. Ne chiarifica le ulteriori caratteristiche, certo, ma non ne dà per forza una chiave di lettura negativa; al contrario, l’Autore traccia, attraverso le parole di un oratore che sa il fatto suo, il fondamento umano per il quale si sta bene a far del bene e non necessariamente ciò che è male - come ad esempio salvare il prossimo perché ci piace la sensazione che ne ricaviamo, benevolenza generale compresa - si può demonizzare a priori. Salvare qualcuno è pur sempre salvare qualcuno, a prescindere dalle ragioni per le quali ciò avviene.
Ne La Piramide, un oratore in solitaria rivolge un discorso ispirato ad una platea di cui non conosciamo dimensione, nome e colore. Un invito ad armarsi unicamente del proprio intelletto per brandirlo contro media corrotti, politicanti da strapazzo, dittature filosofiche vecchie e nuove. Il cambiamento, viene da chiedersi leggendo, può passare solo per la voce di un unico uomo? La storia - dall’antica Grecia in avanti - è piena di uomini che da grandi oratori sono stati ridotti al rango di semplici imbonitori di piazza. La consapevolezza della mancanza di unione e coesione nella lotta è la vera sconfitta dell’uomo che arde di passione civile. Ma chi si brucerà sempre ogni volta come fosse la prima e unica sopportabile? L’uomo comune, o colui che si anima da un pulpito ogni volta diverso, mosso da schiettezza e rettitudine intellettuale, ma vittima dell’immobilismo generale?
In Il punto etico, un uomo e una donna, nudi in un letto, vicini al grado massimo tanto del pudore che della vulnerabilità e della suscettibilità, raccontano come sia possibile giungere allo zero assoluto del desiderio, rappresentando nella pratica ciò che - solo nei concetti - è la brama umana di possedere e concupire un altro essere - al punto da fargli, in segreto, una violenza.
In Una storia inventata, il senso di colpa di un uomo meschino di fronte al tradimento appena compiuto. Il fantasma dell’amante che diviene spettro delle proprie malefatte. La confessione e il racconto di cosa si è fatto, per dire in altre parole chi si è e in quali modi - pur con tutto il fascino di cui si dispone - si conquista una preda, tirando fuori il meglio che la propria faccia tosta permette, per tornare l’indomani i soliti vili nei soliti vecchi abiti.
Ne L’invasione dei Rofo in Italia, Tonini analizza, attraverso un racconto di cui si individua facilmente la retorica - supportata anche dall’intelligente disegno di base del dettato narrativo - la tematica della diversità, nel racconto - al limite tra il favolistico e la cronaca ridicola e dell’assurdo - di una pacifica o meglio non del tutto chiara, invasione aliena. L’alieno assurge qui a figura chiave del discorso sulla problematica del “diverso da sé” e nelle reazioni di coloro che vi avranno a che fare, è chiarita se non del tutto, almeno in parte, la prospettiva umana di fronte a chi in qualche modo non rispecchia canoni facilmente inquadrabili.
Sabato 9 maggio 2009 ore 18.30
Andrea Garbin, Lattice (ed. FaraEditore)
Venerdì 15 maggio ore 18.30
Mostra personale di Federica Aiello Pini (www.federica-aiellopini.it)
Sabato 16 maggio ore 18.30
Presentazione di Decimo
Visioni e Pre/visioni = Pro-Vocazioni
Serata dedicata al grande attore con materiale audio e video. Incontro con un’opera aperta, solo a chi la sa incontrare e far entrare; un’esperienza (teatrale) mistica. Un unicum sul teatro per cessare di produrre capolavori ed essere – per un attimo nell’evento – capolavori. O per lo meno, vedere e guardare chi, come Carmelo Bene, lo è stato in scena per essendo o-sceno, fuori scena…
Video da Quattro momenti su tutto il nulla, Lorenzaccio, Costanzo Show, Amleto ’75, Riccardo III …
… o forse no…
I versi di Lando ci riportano indietro di diversi decenni, quando all’epoca del periodo a cavallo tra le due Guerre, l’Italia era ancora - e pienamente - un popolo di Santi, Poeti e Navigatori. Ovviamente in questa sede ci interessano di più i Poeti e ci troviamo quasi in soggezione a dover fare una doverosa ammissione - che, lungi dal voler celebrare in maniera fine a se stessa il volumetto di Gattogrigio Editore, mira ad una considerazione fugace, relativamente all’annosa domanda “ma che fine hanno fatto i poeti italiani?” - riguardo all’arte poetica praticata da questo oscuro - quanto a natali, dati anagrafici o altro - poeta contemporaneo.
Lando è poeta del verso pieno e rapido all’italiana. La sua superiorità si esplica in un dettato essenziale, colloquiale, quotidiano, realistico. Gli afflati lirici vengono offuscati volontariamente dal tracciato morbido ma strutturato. La tematica amorosa si abbraccia alla satira mordace, una ironia che strappa sorrisi, uno sguardo all’esistenza e particolarmente alle donne - o alla donna - di cui canta le forme mescendo sentimentalismo e atto pratico.
In sede introduttiva Lando viene accostato all’ultimo Montale e noi, in sede di rielaborazione del pensiero post lettura, non possiamo che trovarci in accordo con Fabio Alessandria.
Alessandra Di Gregorio




